Il 12 settembre per noi di HSE Ticino resterà una data da ricordare. Oggi infatti abbiamo piantato la nostra Magnolia insignis al Parco San Grato di Carona. Non solo un gesto, ma la testimonianza del nostro impegno e della nostra perseveranza nel contribuire alla diffusione della cultura della salute, della sicurezza e dell’ambiente. Come infatti ci ha ricordato la nostra vice-presidente, Franca Fardini, nel suo discorso: “La Magnolia insignis che oggi piantiamo è un simbolo potente. È bellezza, è ossigeno, è salute, è biodiversità. È un atto di speranza. Le piante non sono isolate: cooperano e scambiano informazioni. Attraverso segnali chimici e reti sotterranee comunicano tra loro, avvisandosi di pericoli, condividendo nutrienti, regolando insieme la crescita. È un sistema fondato sulla cooperazione e non sulla competizione, in cui il benessere del singolo è legato al benessere di tutti. È la prova che il mondo vegetale è una comunità fondata sulla collaborazione e sullo scambio. Quando, tra cento anni sarà alta e possente, chi verrà qui a camminare non conoscerà i nostri nomi, ma respirerà meglio grazie al gesto che abbiamo fatto oggi”.

E noi, cosa possiamo  per contribuire ad arricchire questa rete? Bastano pochi, semplici gesti:

🌱Piantare alberi o anche piccole piante, in un giardino o su un balcone.
🌳Proteggere gli alberi e i parchi già esistenti.
🪵Scegliere prodotti che riducano il consumo di carta e legno usa-e-getta.
🐝Favorire la biodiversità urbana con piante autoctone e mellifere per api e insetti.
🌲Partecipare a progetti di riforestazione o sostenerli.
🍃E soprattutto, avere rispetto quotidiano per ciò che ci circonda: ridurre sprechi, ridurre l’uso di imballaggi, scegliere la vita.

Per contribuire ancor più al benessere del nostro ambiente, sulla nostra magnolia è stata posata anche una piccola casetta per gli uccellini.

Ringraziamo i rappresentanti di Vivai diffusi per essere stati con noi. A questa pagina potete approfondire la conoscenza delle loro interessanti iniziative.

Per offrire anche a chi non ha potuto partecipare alla piantumazione qualche spunto di riflessione, pubblichiamo qui il discorso completo della nostra vice-presidente.

HSE Ticino - Piantumazione magnolia

HSE Ticino - Piantumazione magnolia visita al parco San Grato

HSE Ticino - Piantumazione magnolia parco San Grato

HSE Ticino - Piantumazione magnolia parco San Grato

HSE Ticino - Piantumazione magnolia parco San Grato

HSE Ticino - Piantumazione magnolia parco San Grato

HSE Ticino - Piantumazione magnolia casetta

HSE Ticino - Piantumazione magnolia parco San Grato

HSE Ticino - Piantumazione magnolia

HSE Ticino - Piantumazione magnolia

HSE Ticino - Piantumazione magnolia parco San Grato

HSE Ticino - Piantumazione magnolia

Cari amici,

oggi non stiamo semplicemente piantando un albero, stiamo piantando un’idea di futuro.
Le piante non sono un dettaglio del paesaggio: sono la condizione stessa della vita sulla Terra. Senza piante, senza fotosintesi, nessuna civiltà umana sarebbe mai stata possibile. Ogni pianta è una fabbrica naturale che lavora per noi.
• Un albero adulto medio può assorbire circa 10–20 tonnellate di CO₂ durante la sua vita; certo, è un valore variabile per specie e dimensioni, ma è un dato significativo.
• Nel mondo, oggi, complessivamente ci sono circa 3.000 miliardi di alberi, ma sappiamo che dall’inizio della civiltà umana ne abbiamo già persi quasi la metà: circa 3000 miliardi di alberi abbattuti o scomparsi. Ogni anno, altri 15 miliardi di alberi vengono tagliati.

Ogni albero piantato oggi è quindi un piccolo contrappeso a questa perdita enorme, un gesto concreto che contribuisce alla stabilità climatica.

Il dono delle piante non è solo globale, per il pianeta, ma intimo, personale.  La scienza lo dimostra: stare in un bosco influenza i nostri parametri biologici.
Ad esempio, il cortisolo, l’ormone dello stress, si abbassa in modo significativo dopo una passeggiata nel verde. La frequenza cardiaca diminuisce e la sua variabilità migliora, la pressione sanguigna tende a scendere. Sono segni chiari di rilassamento. Le difese immunitarie aumentano: dopo alcune ore in un bosco, l’attività delle cellule che riconoscono e distruggono cellule infette o tumorali cresce, e resta elevata per giorni. Merito dei fitoncidi, composti organici volatili rilasciati dalle piante, principalmente conifere, come meccanismo di difesa naturale contro insetti, batteri e funghi. L’inalazione di queste sostanze, che sono anche alla base dei profumi degli oli essenziali, apporta benefici al sistema immunitario umano e ha un effetto distensivo.

Si osservano anche benefici cognitivi: più attenzione, più memoria a breve termine, meno ansia e depressione, migliore qualità del sonno. Non a caso, in Giappone i medici prescrivono vere e proprie “terapie nel verde”: lo chiamano shinrin-yoku, il “bagno di foresta”. Due ore immerse tra gli alberi hanno effetti misurabili sul nostro corpo. Camminare in un bosco è dunque una cura naturale, gratuita e senza effetti collaterali.

Numerosi studi mostrano che la presenza del verde a scuola — piante in classe, alberi nei cortili, orti scolastici — non è un dettaglio decorativo, ma un fattore che migliora concretamente la vita degli studenti. Vi cito solo un paio di studi:

  • a Taiwan, una classe con piante in aula ha registrato meno assenze, meno punizioni e soprattutto più senso di amicizia e benessere tra compagni rispetto a una classe senza verde.
  • Negli Stati Uniti, la trasformazione di cortili scolastici asfaltati in spazi con alberi e giardini ha reso i bambini più attivi, più sereni e più capaci di relazioni sociali positive.

In altre parole, quando l’ambiente è sano e accogliente, bambini e ragazzi si sentono meglio, interagiscono di più e il terreno per conflitti ed emarginazione diventa meno fertile. Le piante, però, non ci danno solo aria e benessere: ci hanno dato e continuano a darci la medicina.  Circa il 25% dei farmaci prescritti deriva direttamente da principi attivi vegetali. Se consideriamo anche quelli ispirati a molecole vegetali ma sintetizzati in laboratorio, la quota supera il 50%.
Oggi conosciamo oltre 50.000 piante medicinali documentate. Alcuni esempi parlano da soli:

  • dalla corteccia di salice abbiamo ottenuto la salicina, poi l’aspirina.
  • Dalla digitale purpurea la digossina, che regola il cuore.
  • Dal papavero da oppio la morfina e la codeina.
  • Dal tasso del Pacifico il taxolo, un farmaco salvavita contro i tumori.

Senza le piante, non avremmo la medicina moderna.

Cosa dire sulla nutrizione?

Le piante sono la base di tutte le catene alimentari: catturano l’energia solare e la rendono disponibile a tutti gli altri esseri viventi. Sono ingegneri degli ecosistemi: creano habitat, proteggono i suoli, regolano i cicli dell’acqua, rendono possibili milioni di altre vite.

La biodiversità non è un concetto astratto. È la rete invisibile che ci sostiene. Dove c’è più varietà di piante, c’è più varietà di animali, insetti, funghi, batteri. Un bosco misto e ricco di specie è più resiliente ai cambiamenti climatici, agli incendi, alle malattie.  Ogni pianta che aggiungiamo al nostro ambiente aumenta la stabilità e la resilienza del sistema di cui facciamo parte.

Quando si taglia una foresta autoctona, non basta ripiantare alberi per dire di aver rimediato. Una foresta matura è un intreccio di vita che si forma in secoli: suolo, funghi, insetti, uccelli, piccoli mammiferi, tutti legati tra loro. Una piantagione giovane, anche se fatta di milioni di alberi, non può sostituire questa complessità. Una foresta autoctona trattiene tra 150 e 300 tonnellate di carbonio per ettaro, mentre una piantagione giovane spesso meno della metà. Per questo tagliare una foresta e sostituirla con nuovi alberi non è mai neutro: ci vogliono decenni, a volte più di un secolo, perché il carbonio e la biodiversità ritornino ai livelli originali. Ciò che si perde in poche ore di taglio può richiedere generazioni per rinascere.

Le piante non hanno un sistema nervoso come il nostro, ma non sono affatto passive. Trasmettono segnali elettrici e chimici, reagiscono alla luce, al tatto, al suolo, persino al fatto di essere tagliate. Quando vengono ferite, attivano difese, rilasciano molecole che avvisano altre piante, e in alcuni casi producono sostanze repellenti per gli insetti. È un altro tipo di intelligenza, diffusa in tutta la pianta. Infatti, le piante ci offrono anche una lezione di organizzazione sociale. A differenza degli animali e delle nostre società, che spesso funzionano con modelli piramidali e gerarchici, le piante si organizzano come reti diffuse: non hanno un centro di comando unico, ogni radice e ogni foglia può percepire, decidere e reagire. Questo rende il loro sistema estremamente resiliente: se un ramo viene danneggiato, la pianta continua a vivere; se una radice muore, altre prendono il suo posto. È un modello che non collassa se si perde il vertice di comando, perché questo vertice non esiste.

Le piante non sono isolate: cooperano e scambiano informazioni. Attraverso segnali chimici e reti sotterranee comunicano tra loro, avvisandosi di pericoli condividendo nutrienti, regolando insieme la crescita. È un sistema fondato sulla cooperazione e non sulla competizione, in cui il benessere del singolo è legato al benessere di tutti. Un esempio affascinante viene dalle acacie africane: quando una giraffa comincia a brucarne le foglie, l’albero rilascia nell’aria molecole che avvertono le acacie vicine, che immediatamente aumentano nelle foglie la concentrazione di sostanze tossiche per scoraggiare l’erbivoro.
Le radici degli alberi, grazie ai funghi, scambiano zuccheri e minerali: gli individui più forti possono “nutrire” quelli più deboli. È la prova che il mondo vegetale è una comunità fondata sulla collaborazione e sullo scambio.

Di fronte alla vastità di questi temi, ognuno di noi può chiedersi: cosa posso fare io?

La risposta è semplice: molto, se moltiplicato per milioni di persone.

  • Piantare alberi o anche piccole piante, in un giardino o su un balcone.
  • Proteggere gli alberi e i parchi già esistenti.
  • Scegliere prodotti che riducano il consumo di carta e legno usa-e-getta.
  • Favorire la biodiversità urbana con piante autoctone e mellifere per api e insetti.
  • Partecipare a progetti di riforestazione o sostenerli.
  • E soprattutto, avere rispetto quotidiano per ciò che ci circonda: ridurre sprechi, ridurre l’uso di imballaggi, scegliere la vita.

La Magnolia insignis che oggi piantiamo è un simbolo potente. È bellezza, è ossigeno, è salute, è biodiversità. È un atto di speranza.

Quando, tra cento anni sarà alta e possente, chi verrà qui a camminare non conoscerà i nostri nomi, ma respirerà meglio grazie al gesto che abbiamo fatto oggi.
Perché piantare un albero non significa solo arricchire un parco. Significa arricchire la vita. 🍃
Grazie.

Articolo scritto da Franca Fardini, vice-presidente HSE Ticino